Il dolore dell’acqua: 10 motivi per leggerlo (e per amare Roma)

Il dolore dell’acqua: 10 motivi per leggerlo (e per amare Roma)

Ci sono molti modi per raccontare una città, ma pochi romanzi riescono a farlo come Il dolore dell’acqua di Stefano Bidetti fa con Roma. Se ami la Capitale, se ci vivi o ci hai vissuto, se la conosci o la sogni, ecco dieci motivi per cui questo libro ti parlerà direttamente al cuore.

  1. Perché racconta Trastevere come non lo racconta più nessuno
    Non la cartolina, non il rione “da aperitivo”, ma il ventre vero di Roma. Quello vissuto, amato, consumato giorno dopo giorno. Un Trastevere popolare, umano, indomabile.
  1. Perché è un atlante sentimentale della città
    Le vie, le piazze, i bar, le case: tutto ha un peso, una memoria, un’anima. Ogni angolo di Roma in questo romanzo è una storia che pulsa sotto i piedi del protagonista.
  1. Perché restituisce Roma alla sua gente
    Quella cacciata dal centro dalla gentrificazione, che si è spostata in periferia ma ha portato con sé il dolore e la dignità di chi non si è mai sentito ospite a casa propria.
  1. Perché mostra il passaggio dal “rione” al “quartiere”
    Dal cuore popolare di Trastevere alle geometrie più fredde di Primavalle. È anche la storia di una trasformazione urbana, e del modo in cui le città cambiano le persone.
  1. Perché cammina nei luoghi con passo da romano vero
    Non c’è mai un eccesso descrittivo: Roma è raccontata come chi la conosce da sempre, con le sue crepe, i suoi silenzi, le sue battute e le sue bestemmie trattenute a denti stretti.
  1. Perché Roma diventa un personaggio
    Non è solo lo sfondo, ma una presenza viva, palpitante, che osserva, accoglie, tradisce e consola. È la città-madre e la città-matrigna, in un intreccio affettivo profondissimo.
  1. Perché narra la Roma della Resistenza
  2. Quella che non si trova nei musei, ma nei ricordi di chi c’era davvero. Le fughe, gli stratagemmi, il coraggio di quartiere: un ritratto vivido della città che ha lottato.
  1. Perché dà voce ai rioni che resistono
    Nel libro si respira un senso fortissimo di appartenenza al luogo: il rione non è solo una porzione di città, è una comunità, una lingua, un’etica condivisa.
  1. Perché coglie la Roma che non si vede
    Quella dei cortili, dei rumori all’alba, dei nasoni, dei dialoghi a mezza voce. La Roma che si vive solo se ci stai dentro, non se la attraversi in taxi.
  1. Perché è un atto d’amore e di lutto per una città che cambia
    Il dolore dell’acqua è anche questo: il diario intimo di chi ha amato una città che oggi fatica a riconoscere, ma che continua a cercare ogni giorno, in ogni angolo, in ogni pietra.